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Dipartimento di Discipline Storiche "Ettore Lepore"
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Prof. Giovanni Vitolo

tel. 081/2536303

fax: 081/2536438

e-mail: vitolo@unina.it
 



  
Giovanni Vitolo (Salerno 1948), professore ordinario di Storia medievale, è direttore del Centro interuniversitario per la storia delle città campane nel Medioevo nonché membro del Consiglio direttivo del Gruppo interuniversitario per la storia dell’Europa mediterranea (GISEM), del Centro interuniversitario di studi francescani, della Società Napoletana di Storia Patria e della Società Salernitana di Storia Patria. È inoltre socio ordinario dell’Accademia di scienze morali e politiche della Società nazionale di scienze, lettere e arti in Napoli.

Membro della direzione delle riviste Studi storici, Rassegna storica salernitana e Quaderni Catanesi nonché della redazione dell’Archivio storico per le province napoletane e di Napoli nobilissima, dirige collane a carattere scientifico per gli editori Liguori e Guida di Napoli, ETS di Pisa, Laveglia e Carlone di Salerno.

Ha iniziato la sua attività di ricerca occupandosi di storia del monachesimo e delle istituzioni ecclesiastiche; i risultati sono confluiti, oltre che in numerosi saggi, nei volumi Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa dei laici nel Mezzogiorno medievale (Roma 1982) e Insediamenti cavensi in Puglia (Galatina 1984). A queste tematiche ha continuato a rivolgere costantemente la sua attenzione, aprendo sempre nuovi filoni di indagine, tra cui quelli relativi ai rapporti tra Ordini religiosi, nobiltà e dinamiche politico-sociali. Pubblicazioni più recenti: Les monastères grecs de l’Italie méridionale, in Moines et monastères dans les sociétés de rite grec et latin, a cura di J.-L. Lemaitre, M. Dmitriev e P. Gonneau, Genève 1996, pp. 99-113; “Vecchio” e “nuovo” monachesimo nel Regno svevo di Sicilia, in Friedrich II. Tagung des Deutschen Historischen Instituts in Rom im Gedenkjahr 1994, hg. A. Esch, N. Kamp, Tübingen 1996, pp. 182-200; L’ organizzazione della cura d’anime nell’Italia meridionale longobarda, in Longobardia e longobardi nell’Italia meridionale. Le istituzioni ecclesiastiche, a cura di G. Andenna e G. Picasso, Milano 1996, pp. 101-147; Il monachesimo benedettino nel Mezzogiorno angioino: tra crisi e nuove esperienze religiose, in L’état angevin. Pouvoir, culture et société entre XIIIe et XIVe siècle, Roma 1998, pp. 205-220; Ordini Mendicanti e dinamiche politico-sociali nel Mezzogiorno angioino-aragonese, in «Rassegna storica salernitana», 30 (1998), pp. 67-101; La noblesse, les Ordres mendiants et les mouvements de reforme dans le Royaume de Sicile, in La noblesse dans les territoires angevins à la fin du Moyen Age, Roma 2000, pp. 553-566.

Contemporaneamente ha avviato la ripresa del Codex Diplomaticus Cavensis, iniziato dai monaci di Cava nel 1873, ma arrestatosi nel 1893 all' ottavo volume. Tra il 1984 e il 1990 ha pubblicato, in collaborazione con l’archivista Simeone Leone, due volumi, che contengono i documenti dal 1065 al 1080. Per questo lavoro è stato chiamato a far parte del Comité international de Diplomatique per gli anni 1993-95.

I suoi interessi si sono rivolti anche alla storia del paesaggio agrario e dell'organizzazione del territorio, con particolare riferimento alla Campania. Ne sono finora scaturiti, oltre a vari saggi dedicati alla produzione e al commercio del vino e delle castagne, alla gestione del patrimonio fondiario della Badia di Cava e all’organizzazione del territorio nel Regno svevo di Sicilia e nel Vallo di Diano in particolare, il volumetto Organizzazione dello spazio e comuni rurali. San Pietro di Polla nei secoli XI-XV (Salerno 2001) e due lavori di sintesi sull'età sveva e angioina: Il Regno angioino (in Storia del Mezzogiorno, diretta da G. Galasso e R. Romeo, vol. IV, Roma-Napoli, 1986, pp 11-86) e L’età svevo-angioina (in Storia e civiltà della Campania, a cura di G. Pugliese Carratelli, vol. II, Napoli 1992, pp. 87-145). Successivamente ha delineato due ampi quadri del Medioevo, prima, in una trattazione generale destinata agli studenti universitari (Medioevo. I caratteri originali di un’età di transizione, Firenze 2000) e poi in un profilo del Mezzogiorno medievale nel volume Il Mezzogiorno prima della questione meridionale (Firenze 2004, in collaborazione con A. Musi).

Negli ultimi anni i suoi interessi si sono rivolti con maggiore continuità al tema delle città dell’Italia meridionale, finora poco indagato perché ritenuto di scarso interesse rispetto alla complessità della storia urbana dell’Italia centro-settentrionale, ma che, se affrontato alla luce di problematiche nuove per il Mezzogiorno, quali la storiografia cittadina, le tensioni sociali, il rapporto tra città e territorio, i culti dei santi patroni, il ruolo degli Ordini mendicanti, consente di cogliere aspetti fondamentali della società meridionale e quindi di attingere una conoscenza migliore dell’Italia nel suo complesso. I primi risultati di questo filone di ricerca sono i volumi Tra Napoli e Salerno. La costruzione dell’identità cittadina nel Mezzogiorno medievale (Salerno 2001) e Napoli angioino-aragonese. Confraternite, ospedali, dinamiche politico-sociali (Salerno 2003, in collaborazione con R. Di Meglio), nonché il saggio L’egemonia cittadina sul contado nel Mezzogiorno medievale nel libro, a sua cura, Città e contado nel Mezzogiorno tra Medioevo ed età moderna (Salerno 2005).

Attualmente dirige tre gruppi di ricerca sul Mezzogiorno medievale: uno sulla diffusione degli Ordini mendicanti, un altro sull’organizzazione del territorio nel Mezzogiorno medievale e un terzo sui linguaggi politici nel tardo Medioevo.