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di Discipline Storiche "Ettore Lepore" Questa pagina non è più aggiornata. Il navigatore è invitato a visitare il nuovo sito: www.storia.unina.it |
Prof. Marcella Marmo
tel. 081/2536584
fax 081/2536438
e-mail: marcella.marmo@unina.it
Si è laureata nel 1969 presso l'Università degli Studi di Napoli. E' stata borsista presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino. A partire dal 1975 ha svolto, in qualità di professore incaricato e professore associato, gli insegnamenti di storia economica presso l'Università degli Studi di Salerno, di Storia sociale presso l'Istituto Universitario Orientale, di Storia dei partiti e dei movimenti politici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università degli Studi di Napoli Federico II. Dal 2000 è professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Napoli Federico II. Attualmente Insegna Storia contemporanea per la laurea triennale in lettere moderne e Storia dell'Italia contemporanea per la laurea specialistica in storica.
Dal 1977 al 1982 ha fatto parte del Comitato di redazione e del Comitato scientifico della rivista 'Quaderni storici'. E' membro del Comitato direttivo dell' Istituto Meridionale di Storia e Scienze Sociali e della redazione della rivista "Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali". Fa parte del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Storia attivato presso l'Università di Napoli Federico II e del Consiglio del Centro studi per la storia comparata delle società rurali presso la stessa Università.
Le sue prime ricerche si sono svolte su tematiche di storia delle strutture economico- sociali di Napoli lungo l'età liberale, connesse alle prime leggi d'intervento pubblico e alle relative trasformazioni indotte negli assetti economici ed urbanistici, nella stratificazione e nei movimenti sociali. Un successivo filone di ricerca si è orientato su tematiche di storia della criminalità e dell'ordine pubblico tra Otto e Novecento, ed in particolare intorno alla camorra campana; ricerca tuttora in progress, condotta attraverso fonti amministrative e giudiziarie e misurando d'altra parte il case study con le categorie comparative intorno alla criminalità organizzata fruibili tra storia e altre scienze sociali. La prospettiva di storia criminale si allarga verso le istituzioni di controllo (polizia e magistratura) sull'arco cronologico 1840-1920, seguendo i processi di policing e di disciplinamento in relazione al più ampio mutamento sociale e politico. Attualmente ha in corso una disamina specifica degli indirizzi di politica criminale e penale tra lo Stato borbonico e quello unitario, anche alla luce della ricaduta sull'opinione pubblica meridionale ed italiana dei problemi di disordine sociale tipici del Mezzogiorno: da brigantaggio, camorra e mafia lungo la congiuntura di unificazione, alla vasta eco di alcuni processi penali di inizio '900, che 'nazionalizzano' la questione criminale attraverso nuovi circuiti di opinione orientati ad una 'democrazia giudiziaria' tipicamente radicale, che incrocia altri aspetti della democratizzazione politica. Tra altri aspetti delle tematiche della criminalità organizzata mafiosa, si è occupata della rappresentazione della mafia presente in Carlo Levi. Sui percorsi di questa importante personalità intellettuale tra Nord e Sud ha curato di recente un numero monografico della rivista "Meridiana".
Principali pubblicazioni