La Cancelleria angioina nei secoli XIII-XV

Un sistema informativo digitale per la gestione e l’analisi della documentazione superstite

 

a cura di Roberto Delle Donne


banca dati testuale



Dopo la distruzione nel 1943 di quel che ancora restava dell’antico Archivio della Regia Zecca, Riccardo Filangieri, per cercare di tamponare la ferita inferta alla memoria storica dei secoli angioini, diede inizio, con la collaborazione degli archivisti napoletani, alla ricerca delle trascrizioni dei perduti atti, amministrativi e politici, che erano state approntate nel corso dei secoli da archivisti, eruditi e storici. Il frutto del lavoro suo e di coloro che sono a lui succeduti nella guida dell’«Ufficio per la ricostruzione» è la pubblicazione, ancora in corso, dei Registri della Cancelleria Angioina (Napoli, Accademia Pontaniana, 1950-…). Un’opera assolutamente meritoria con i suoi 45 volumi finora dati alle stampe, ma di non facile utilizzazione per la natura eterogenea e scarsamente uniforme della documentazione raccolta, e soprattutto per l’incompletezza e l’esigua affidabilità degli indici.

D’altronde, chiunque voglia accingersi a studiare la storia dell’Italia meridionale angioina non può non ricorrere anche ad altre edizioni di fonti (Minieri Riccio, Sthamer, Trifone, Scandone, Monti, B. Mazzoleni, Nicolini, Kiesewetter ecc. ecc.) che non sono confluite né confluiranno nei ricostruiti Registri della Cancelleria Angioina, né potrà tralasciare di consultare la documentazione ancora inedita conservata in alcuni archivi, italiani ed europei. Deve perciò rivolgersi a una documentazione sparsa, non sempre di facile reperibilità, spesso poco omogenea anche nei suoi caratteri intrinseci, e solo faticosamente ricomponibile in un quadro unitario. Non dovrebbe perciò stupire se tale complesso di circostanze ha provocato dal secondo dopoguerra la rarefazione degli studi sull’Italia meridionale angioina, dopo una feconda stagione di ricerche iniziata nella seconda metà dell’Ottocento con i lavori di Durrieu e Cadier, di Del Giudice, Minieri Riccio e Capasso, e proseguita poi nella prima metà del Novecento con le opere di Sthamer e Jordan, di Bertaux e Yver, di Trifone e Caggese, di Monti, Pontieri, Moscati e altri studiosi ancora.

Oggi i tempi sembrano però maturi per una inversione di tendenza. Inducono a ritenerlo i lavori apparsi negli ultimi decenni (cfr. gli studi di Herde, Goebbels, Kiesewetter, Pollastri, o i contributi ai volumi Marseille et ses rois de Naples e L’état angevin), pur se alcuni appaiono affetti dalla propensione alla compilazione scolastica e dal corto respiro degli scritti nati in occasione di mostre e convegni; sollecitano a pensarlo anche le potenzialità implicite nelle tecnologie informatiche di ultima generazione, che offrono nuove risposte al bisogno fortemente avvertito dagli storici del Medioevo di poter analizzare le fonti senza comprometterne l’integrità (come invece avviene con i database relazionali), di poter stabilire collegamenti fra documenti diversi, tra loro fisicamente distanti e spesso non del tutto omogenei.

In queste pagine web verranno pubblicati i risultati di una ricerca in corso, che sarà articolata nelle seguenti fasi:

1.     costituzione di un corpus digitale della documentazione angioina dei secoli XIII-XV, procedendo all’acquisizione in formato elettronico di tutti i volumi finora pubblicati dei Registri della Cancelleria Angioina, per volgersi in seguito ad altre edizioni di fonti (Minieri Riccio, Trifone, Sthamer, Nicolini, Monti, B. Mazzoleni, Kiesewetter ecc. ecc.) che non sono confluite né confluiranno nei ricostruiti “Registri Angioini” (tempo previsto: 1 anno);

2.     i testi acquisiti in formato elettronico verranno poi indicizzati e lemmatizzati grazie a un algoritmo elaborato dal Polo Informatico del Dipartimento di discipline storiche “E. Lepore”, rendendo possibile qualsiasi interrogazione, anche complessa, per lemmi (tempo previsto: 1 anno e mezzo);

3.     i testi verranno poi “marcati” attraverso strumenti di formalizzazione e di strutturazione dei dati basati su XML, in modo da consentire la loro integrazione nell’insieme dei materiali prodotti dalle diverse unità di ricerca partecipanti al progetto nazionale Un sistema informativo digitale per la gestione e l’analisi della documentazione italiana dei secoli XI-XIV, coordinato da Gian Maria Varanini (responsabile locale: Cristina Carbonetti; altri componenti dell'unità operativa: Silvia Sbordone) (tempo previsto: 2 anni);

4.     pubblicazione a stampa di ricerche attinenti la cancelleria angioina (tempo previsto: entro 2 anni).

 

Napoli, 23 marzo 2001

R. D. D.