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soci/e |
Raffaella Settembrini Faucitano, Alina Agresti Perret,
Antonietta Poerio, Costanza Leipnecher, Nicoletta Leanza, Sig.ra
Pandola. |
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descrizione |
Il circolo, poi comitato fu fondato
da Antonietta De Pace, nel corso della lunga
repressione che seguì i moti del 1848, con un gruppo di donne di
estrazione nobile o borghese i cui parenti si trovavano per motivi
politici nelle carceri borboniche. La De Pace era in contatto con
Antonietta Poerio, zia di Carlo ed Alessandro, con l'inglese
Pandola, con Raffaella Faucitano, (moglie di
Luigi Settembrini), Alina Perret (sposata con Filippo Agresti),
Costanza Leipnecher (sorella di Antonio), Nicoletta Leanza, ed altre
donne degli ambienti patriottici. Il circolo si occupava di
stabilire contatti tra i parenti dei condannati politici e questi
ultimi; di far pervenire ai carcerati viveri, indumenti e quanto era
necessario alla loro sussistenza, di procurar loro letture,
informazioni e stampa politica, di metterli in comunicazione con l'esterno.
Antonietta si recava personalmente al carcere di
Procida, dove si trovavano molti detenuti politici. Dichiarandosi
parente di uno di loro, lo Schiavone, e fingendo un prossimo
matrimonio con un altro recluso, Aniello Ventre, ottenne il permesso
di occuparsi della loro biancheria, riuscendo in tal modo a
occultare lo scambio di corrispondenza tra i detenuti e l'esterno.
Grazie all'aiuto di Luigi Sacco, cameriere
sulle navi che percorrevano periodicamente la tratta
Marsiglia-Genova-Napoli, Antonietta inviava le informazioni
provenienti dalle carceri a Nicotera, che si trovava a Genova; di
lì queste giungevano a Lugano e a Londra, dove risiedeva Mazzini.
Tramite Antonietta Poerio, il Comitato era poi in contatto con i
condannati di Montesarchio e Montefusco; tramite Raffaella
Settembrini e Alina Agresti, con il carcere di Santostefano
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bibliografia |
B. Marciano, Della vita e dei fatti di Antonietta De Pace, Napoli
1901.
F.Marciano, G.Esposito, Beniamino Marciano e Antonietta De
Pace. Due eroi del Risorgimento italiano, "Quaderni di
cultura strianese", Napoli, 1994. |