Il Risorgimento invisibile

Associazioni e forme di sociabilità


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Denominazione

Circolo femminile poi Comitato politico femminile

forma

comitato

scopo

rapporti di solidarietà e corrispondenza con i prigionieri politici borbonici

anno di fondazione

1849

luogo

Napoli e Mezzogiorno

durata

fino al 1855

fondatrice

Antonietta De Pace

soci/e

Raffaella Settembrini Faucitano, Alina Agresti Perret, Antonietta Poerio, Costanza Leipnecher, Nicoletta Leanza, Sig.ra Pandola.

descrizione

Il circolo, poi comitato fu fondato da Antonietta De Pace, nel corso della lunga repressione che seguì i moti del 1848, con un gruppo di donne di estrazione nobile o borghese i cui parenti si trovavano per motivi politici nelle carceri borboniche. La De Pace era in contatto con Antonietta Poerio, zia di Carlo ed Alessandro, con l'inglese Pandola, con Raffaella Faucitano, (moglie di Luigi Settembrini), Alina Perret (sposata con Filippo Agresti), Costanza Leipnecher (sorella di Antonio), Nicoletta Leanza, ed altre donne degli ambienti patriottici. Il circolo si occupava di stabilire contatti tra i parenti dei condannati politici e questi ultimi; di far pervenire ai carcerati viveri, indumenti e quanto era necessario alla loro sussistenza, di procurar loro letture, informazioni e stampa politica, di metterli in comunicazione con l'esterno.

Antonietta si recava personalmente al carcere di Procida, dove si trovavano molti detenuti politici. Dichiarandosi parente di uno di loro, lo Schiavone, e fingendo un prossimo matrimonio con un altro recluso, Aniello Ventre, ottenne il permesso di occuparsi della loro biancheria, riuscendo in tal modo a occultare lo scambio di corrispondenza tra i detenuti e l'esterno.

Grazie all'aiuto di Luigi Sacco, cameriere sulle navi che percorrevano periodicamente la tratta Marsiglia-Genova-Napoli, Antonietta inviava le informazioni provenienti dalle carceri a Nicotera, che si trovava a Genova; di lì queste giungevano a Lugano e a Londra, dove risiedeva Mazzini.

Tramite Antonietta Poerio, il Comitato era poi in contatto con i condannati di Montesarchio e Montefusco; tramite Raffaella Settembrini e Alina Agresti, con il carcere di Santostefano

 

bibliografia

B. Marciano, Della vita e dei fatti di Antonietta De Pace, Napoli 1901.

F.Marciano, G.Esposito, Beniamino Marciano e Antonietta De Pace. Due eroi del Risorgimento italiano, "Quaderni di cultura strianese", Napoli, 1994.

 

 

Laura Guidi