a cura di Francesco Senatore
redazione in linguaggio html di Emilia Di Maio
Sono qui regestate le lettere di interesse napoletano, spedite dal regno di Napoli o da altri luoghi, e attualmente conservate nel codice miscellaneo della Bibliothèque Nationale de France segnato Italien, 1588 [d'ora in poi abbreviato come BNF, Italien, 1588]. Come noto, i codici Italien, 1583-1595, che contengono corrispondenze diplomatiche provenienti dall'archivio sforzesco, furono inventariati da Mazzatinti (Inventario dei manoscritti italiani delle biblioteche di Francia: i manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale di Parigi). Nell'inventario di Mazzatinti sono però indicati soltanto i dati essenziali di ciascuna lettera, senza riferimenti al contenuto.
Criteri di composizione dei regesti
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BNF, Italien, 1588, 50 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 aprile 4 Ris. 29 e 30 IV. Ne ha esposto il contenuto a Cosimo de' Medici, infermo, alla presenza di Angelo Acciaiuoli. Cosimo espone i suoi giudizi sulla politica italiana (relazioni tra il re Alfonso d'Aragona e papa Callisto III, questione Piccinino [impegnato in Romagna contro Sigismondo Malatesta]), manifestando timore per l'espansionismo in Italia centrale di re Alfonso d'Aragona, che non sarebbe affatto in dissidio con il papa e che starebbe tentando di isolare diplomaticamente il duca di Milano. Cosimo non nutre fiducia nella prossima missione a Firenze di Bartolomeo Antici da Recanati, ambasciatore di Alfonso. Nicodemo suggerisce di mantenere un contatto riservato con Cosimo e di sostenere Siena in caso di pericolo. Astorgio Manfredi, signore di Faenza, ha informato Cosimo di presunti dissidi tra il re d'Aragona e il suo condottiero, Giacomo Piccinino. |
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BNF, Italien, 1588, 54 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 aprile 9 Ha informato Cosimo de' Medici ed Angelo Acciaiuoli sulla situazione genovese, mostrando la lettera ducale del 5 IV e i suoi allegati. Cosimo ritiene preferibile che Genova finisca sotto il controllo francese, piuttosto che sotto quello aragonese, Angelo non scopre il suo pensiero. La maggioranza dei fiorentini è invece favorevole ai francesi e assai ostile ad Alfonso d'Aragona. Tale ostilità si è recentemente rinnovata a causa di un incidente occorso alla torre di Livorno, dove, inseguita da quattro galere genovesi, si è rifugiata una galera genovese di Annecchino Corso: ne sono seguite proteste ufficiali e rappresaglie reciproche. Notizie da Napoli, ricevute da Bernardetto de' Medici (fallimento della missione di Niccolò Giugni, delle trattative tra il re e S. Malatesta, prossima missione di B. Antici in Lombardia). Nicodemo non è ancora riuscito ad ottenere la conferma del podestà in carica. |
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BNF, Italien, 1588, 74 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 maggio 24 Ris. 20 IV (notizie da Genova). Cosimo de' Medici consiglia al duca una politica filofrancese, appoggiando la conquista di Genova da parte di Giovanni d'Angiò, che, rafforzata la sua posizione in Italia, potrebbe attaccare il regno alla morte di Alfonso d'Aragona, magari con l'appoggio di un nuovo papa a lui favorevole. Auspica inoltre il matrimonio di Ippolita Sforza con Giovanni d'Angiò, e non con Alfonso di Ferrante d'Aragona. Notizie da Napoli (il re è caduto malato) e dalle Marche (movimenti di Piccinino). |
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BNF, Italien, 1588, 88 |
ANTONIO DA TREZZO A F. SFORZA , Napoli 1458 giugno 27 Seguito 18 VI. Alfonso d'Aragona ha ricevuto l'estrema unzione. Giuramento di fedeltà al figlio Ferrante da parte di alcuni signori presenti in Castel dell'Ovo. Ed.: Dispacci sforzeschi, I, 656-57. |
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BNF, Italien, 1588, 89 |
ANTONIO DA TREZZO A F. SFORZA, Napoli 1458 giugno 27, ora 22ª Morte di re Alfonso e felice successione del figlio Ferrante, con il quale da Trezzo ha un incontro confidenziale. Ed.: SENATORE, Falsi, 271-75 |
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BNF, Italien, 1588, 93 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 luglio 11 Dopo aver visionato la lettera del re di Francia trasmessa in copia da Milano, Cosimo de' Medici esprime il suo giudizio sulla missione nel regno di Napoli degli amb. sforzeschi Giovanni Caimi e Orfeo Cenni, in favore del nuovo re Ferrante: l'iniziativa è opportuna, ma sarebbbe stato preferibile temporeggiare. Sono giunte lettere cordiali di Ferrante al governo fiorentino e a Cosimo, ma a Firenze restano prevalenti i sentimenti antiaragonesi. Sigismondo Malatesta chiede sostegno a Firenze tramite il suo inviato, Nicolò Panciuto. |
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BNF, Italien, 1588, 94 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 luglio 15 Giovanni Caimi, a Firenze il 14 VII, ha mostrato a Cosimo de' Medici e ad Angelo Acciaiuoli le sue tre istruzioni (per la missione a Firenze, Roma e Napoli): Cosimo gli ha consigliato di parlare soltanto con il papa e con i cardinali più fidati (D. Capranica e G. Castiglioni). Sarcasmo sull'inviato di Federico da Montefeltro, Niccolò di Urbino, passato per Firenze e diretto a Milano (non comprende la situazione politica italiana). Notizie su Piccinino (fonte: Pietro Antonio Paltroni, cancelliere feltrino). Iniziative di Callisto III contro Ferrante d'Aragona. Nicodemo ha raccomandato Simonetto a Cosimo. Cosimo tenta di trarre il partito popolare fiorentino dalla parte aragonese. Riscontro alla lettera dell'11 VII. Arrivo a Firenze dell'amb. francese. |
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BNF, Italien, 1588, 95 |
FERRANTE D'ARAGONA A F. SFORZA, Capua 1458 luglio 20 Proclama rispetto per la lega italica e obbedienza a papa Callisto III, ma ne denuncia l'ostilità nei propri confronti, chiedendo iniziative diplomatiche e militari in suo favore. Ed.: F. GABOTTO in "Rassegna critica della Letteratura Italiana", II, 1897, 247-48. Si tratta di una lettera circolare inclusa dal Panormita, che ne era l'autore, nella sua raccolta epistolare (a Sforza, BAV, Barb. Lat. 2070, 48-49r). Il testo ci è pervenuto anche nella registrazione napoletana (MESSER 21-22: a Gonzaga e d'Este); e nell'or. inviato a Firenze (da qui Gabotto); nelle registrazioni fiorentina (ASF SRC 1, 58) e senese (ASSi, Concistoro, 1771, 27v-28r). |
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BNF, Italien, 1588, 99-100 |
FRANCESCO SFORZA A NICODEMO TRANCHEDINI, Milano 1458 luglio 25 In risposta alle osservazioni di Cosimo de' Medici [BNF, Italien, 1588, 93], chiarisce i motivi del suo appoggio a Ferrante: questi ha chiesto aiuto e consiglio con continue lettere autografe; è meglio aiutarlo con lettere e ambasciate ora che con le armi più tardi. Rinvio a quanto riferirà oralmente Caimi. |
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BNF, Italien, 1588, 103 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 luglio 29, in sero Il papa è in fin di vita. Rispondendo alla lettera del 25 VII (BNF, Italien, 1588, 99-100), Cosimo de' Medici approva le iniziative del duca in favore di Ferrante, chiarisce i suoi timori al proposito, motivati dalla potenza dei francesi, che manifesteranno ostilità contro Milano, rivela che Antonello Scaglione lo ha sollecitato a interporsi per un imparentamento tra Sforza e Angiò. Commenti di Cosimo e Angelo Acciaiuoli sulle notizie contenute nelle lettere di A. da Trezzo: compiacimento per la cordialità di Ferrante verso i fiorentini, proposta di Diomede Carafa di un'alleanza Napoli-Firenze-Milano, inopportunità di un'adesione milanese alla proposta di Ferrante circa Genova (sostenere nuovamente l'ex doge Pietro Fregoso). Disponibilità di Firenze all'invio di un'ambasceria al papa, in risposta alla lettera di Ferrante [del 20 VII]. Piccinino ha acquistato giornee e cavalli a Firenze. Racc. di Belforte da Fermo. |
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BNF, Italien, 1588, 106 |
ANTONIO DA TREZZO A F. SFORZA, Napoli 1458 luglio 31 Notizie su Lucrezia d'Alagno. Ed.: Dispacci sforzeschi, II, 71-72. |
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BNF , Italien, 1588, 107 |
GIOVANNI CAIMI, ORFEO CENNI E ANTONIO DA TREZZO A F. SFORZA, Capua 1458 luglio 31 Soddisfazione del re per la missione di Cenni in Abruzzo e di Caimi a Roma. Parlamento generale a Capua il giorno 26: Ferrante ha graziosamente abolito le due collette annuali per la guerra antiturca e l'aumento del focatico deciso dal padre, rinunciando a un donativo offertogli in cambio. Missione napoletana a Roma per conto del re e del Parlamento e appello contro la bolla di papa Callisto III. Probabile missione di uno degli ambasciatori sforzeschi presso il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini. Ed.: Dispacci sforzeschi, II, 62-66. |
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BNF, Italien, 1588, 141 |
NICODEMO TRANCHEDINI A F. SFORZA, Firenze 1458 settembre 8 Lettera di Ferrante a Piccinino, rimproverato per aver abbandonato la guerra contro S. Malatesta ed aver preso Assisi e altre terre (fonte: conte d'Urbino tramite Cosimo). Piccinino ha giustificato l'attacco ad Assisi mediante un suo messo a Firenze. Notizie su papa Pio II, favorevole a Ferrante. Partenza, alla fine di settembre, dei due amb. fiorentini per Napoli, uno dei quali dovrebbe essere Angelo Acciaiuoli. Giovanni da Trezzo ha imprigionato quattro genovesi per rappresaglia. |
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BNF, Italien, 1588, 151 |
FRANCESCO SFORZA A GIOVANNI ULESIS, amb. sforzesco presso la corte imperiale, Milano 1458 settembre 14 Lettera di accompagnamento alle lettere di Ferrante in suo favore (all'imperatore, agli elettori, ad Alberto d'Asburgo, all'arcivescovo di Magonza). |
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BNF, Italien, 1588, 156 |
ANTONIO DA TREZZO A F. SFORZA, Venafro 1458 settembre 22 Malcontento ingiustificato di Raimondo Orsini, principe di Salerno, che non ha ottenuto da Ferrante il fondaco del sale. Il re chiarisce i motivi che lo spingono a circondarsi anche di collaboratori catalani. Ed.: Dispacci sforzeschi, II, 125-26. |
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BNF, Italien, 1588, 170-172 |
FRANCESCO SFORZA AD AGOSTINO ROSSI, Milano 1458 ottobre 14 Istruzione per la missione a Giovanni re d'Aragona: condoglianze per la morte del fratello Alfonso, di cui si esaltano le virtù; felicitazioni per la successione nel regno d'Aragona; dichiarazione di amicizia e sostegno per Ferrante d'Aragona. Il duca ha concesso il libero transito dei sudditi aragonesi nel suo dominio, ricambiando la cortesia di re Giovanni. Ordine di restituire l'istruzione e di fare una relazione orale e scritta della missione. |
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BNF, Italien, 1588, 202 |
FRANCESCO SFORZA A FRATE ROBERTO DA LECCE, Milano 1458 dicembre 5 Torni come promesso a Milano, per predicare durante la Quaresima, altrimenti lo farà dipingere a testa in giù sulla parete appena imbiancata della sala grande. |
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BNF, Italien, 1588, 221 |
FERRANTE D'ARAGONA A F. SFORZA, Barletta 1459 gennaio 13 Sua incoronazione a Barletta, per mano del cardinal legato Latino Orsini. |
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BNF, Italien, 1588, 245 |
ALFONSO D'AVALOS A FERRANTE D'ARAGONA, campo presso Maida 1459 giugno 2 Ha sbaragliato una massa di contadini calabresi in rivolta. Ed.: Dispacci sforzeschi, II, 282-83. |
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BNF, Italien, 1588, 215-217 |
FRANCESCO SFORZA A BRUNORO, [Mantova 1459 giugno 6] Istruzioni per la missione segreta affidatagli da Pietro Fregoso presso Ferrante. In apertura Brunoro viene autorizzato dal duca a correggere l''istruzione secondo la volontà di P. Fregoso (tramite L. da Pietrasanta, che dovrà incontrare a Milano). Prima parte [redatta dal duca di Milano per parte di P. Fregoso] in forma discorso diretto di Brunoro al re: compiacimento di Fregoso per l'accordo con il principe di Taranto e per il prossimo accordo con S. Malatesta, che potrebbe essere utilizzato contro gli angioini di Genova; giustificazione dei recenti insuccessi dell'impresa; richiesta di inviare [Giovanni] Battista Carafa per reclutare 3000 fanti; disponibilità di Fregoso ad accordarsi con Prospero Adorno. Seconda parte [redatta da P. Fregoso] in forma di discorso diretto di P. Fregoso a Brunoro: in un primo incontro chieda al re i rifornimenti e denari indispensabili perché Fregoso continui la guerra contro gli angioini e aggiorni sulla situazione militare; in un secondo incontro attribuisca al sovrano la responsabilità degli insuccessi, causati dall'insufficienza di sussidi napoletani e dal mancato accordo con gli Adorno, contrariamente a quanto assicurato da Ferrante; protesti per il sostegno che Ferrante pare offra a Prospero Adorno, in spregio dell'accordo con Fregoso (fonte: una lettera autografa di Ferrante a Prospero). |
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BNF, Italien, 1588, 244 |
FERRANTE D'ARAGONA AD ALFONSO D'AVALOS, Barletta 1459 giugno 10 Il re esprime indignazione per l'efferatezza della strage dei contadini calabresi. Ed.: Dispacci sforzeschi, II, 282. La lettera, composta dal Panormita, fu da questi inserita nella sua raccolta epistolare (BAV, Vat. Lat., 3371, f. 136r). |
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BNF, Italien, 1588, 247-248 |
FRANCESCO SFORZA A TOMMASO MORONI DA RIETI, Milano 1459 giugno 18 Istruzione separata per un colloquio riservatissimo con Ferrante: in assoluta franchezza e buona fede il duca esprime il suo giudizio su Giacomo Piccinino, che coverebbe un forte risentimento nei confronti del re, perché non gli è stato procurato uno stato né nel regno, né nello stato pontificio. Ne sono prova: il tentativo di servire Callisto III contro la successione di Ferrante; l'occupazione di Assisi senza autorizzazione e le difficoltà per la restituzione; le pratiche con il principe di Taranto e con i francesi mediante il duca di Modena; l'accrescimento ingiustificato della sua compagnia; la lettera inviata tramite da Trezzo. È necessario interrompere i pagamenti a Piccinino ed evitare che pratichi il conte di Urbino e Alessandro Sforza, perché, con il sostegno veneziano, potrebbe occupare un centro della costa Adriatica come Pesaro. Sarebbe opportuno accordarsi con S. Malatesta e assoldarlo. |
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BNF, Italien, 1588, 258 |
DEBITO DI FERRANTE D'ARAGONA NEI CONFRONTI DI FRANCESCO SFORZA, [1459 settembre] Elenco delle somme prestate a Ferrante dal novembre 1458 al settembre 1459 per il finanziamento della guerra contro Genova (con indicazione delle pezze d'appoggio, per un totale di 78.727 duc.). |
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BNF, Italien, 1588, 265 |
FRANCESCO SFORZA A GIOVANNI CAIMI, Mantova 1459 ottobre 28 Giacomo Piccinino si è accordato con i francesi. Ordine di consultarsi con Sigismondo Malatesta, Federico da Montefeltro, gli amb. del papa e di Ferrante per gli opportuni provvedimenti militari. |
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BNF, Italien, 1588, 267-271 |
GIOVANNI CAIMI A F. SFORZA, Urbino 1459 novembre 7 Risposte di Piccinino, che è apparso nervoso ed imbarazzato, all'istruzione ducale diretta a Caimi: il condottiero nega di essersi accordato con i francesi, che pure hanno fatto forti pressioni su di lui; riconosce che il padre Niccolò e lui stesso hanno ricevuto grandi benefici da Alfonso d'Aragona, ma in cambio di ancor più grandi servizi; lamenta di essere stato maltrattato dal papa e da re Ferrante, che non ha provveduto a lui come aveva promesso di fare (pagamento della compagnia, proseguimento della guerra contro S. Malatesta, concessione di un dominio), ma ribadisce di non avere intenzione di attaccare il regno (cosa che perarltro potrebbe fare senza difficoltà); ritiene inutile la missione di G. Annoni presso Ferrante in suo favore, perché è ormai troppo tardi e gli è necessario trovare altre soluzioni per il mantenimento della compagnia. L'ambasciatore ritiene certo l'accordo del condottiero con i francesi. |
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BNF, Italien, 1588, 279 |
GIOVANNI CAIMI A F. SFORZA, Rimini 1459 novembre 12 Ris. alla lettera del 30 X, discussa con il Montefeltro e gli ambasciatori napoletano e pontificio. Previsioni sui movimenti di Piccinino, certo intenzionato a recarsi in Abruzzo non appena avrà ricevuto denaro, e consistenza delle truppe disponibili contro di lui (2000 uomini sforzeschi e feltrini e 600 pontifici). Gli amb. napoletano e pontificio esorteranno Piccinino ad inviare la compagnia negli alloggiamenti invernali per non dare credito alle notizie sul tradimento di Ferrante: subito dopo lo si bloccherà togliendogli vettovaglie e una bombarda. L'ambasciatore napoletano riferisce che il re crede che Sforza sia contro Piccinino per odio personale. |
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BNF, Italien, 1588, 280 |
GIOVANNI CAIMI A F. SFORZA, Cesena 1459 novembre 15 Ha convenuto con Antonio da Foligno che l'unico modo per catturare Piccinino è farlo venire nelle terre feltrine con il pretesto di cominciare una nuova trattativa. Poi Caimi farà quanto necessario. Sigismondo Malatesta confida all'ambasciatore che solo Sforza può determinare le scelte catalane o francesi di Piccinino: se lo vuole catalano deve dargli moglie e procurargli uno stato nelle terre pontificie. |
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BNF, Italien, 1588, 281 |
FRANCESCO SFORZA AD ALESSANDRO SFORZA Milano 1459 novembre 26 Ris. 23 XI. Lo autorizza ad incontrare Giacomo Piccinino –che lo ha chiesto– per convincerlo a ritornare alla fedeltà a Ferrante, ma lo esorta ad essere cauto. Probabili motivi della richiesta di Piccinino. |
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BNF, Italien, 1588, 282 |
FRANCESCO SFORZA AD ALESSANDRO SFORZA, Milano 1459 novembre 27 Piccinino lo vuole incontrare per paura (vuol restare lì nell'inverno), per insospettire Sigismondo Malatesta e deviarlo dalla pratica di accordo [con Federico da Montefeltro], oppure per trattenere i suoi che lo abbandonano mostrando di avere pratiche in corso. Stia attento a non farsi imprigionare, né faccia nulla contro Piccinino. Non crede alla notizia di una intesa tra Piccinino e S. Malatesta (fonte: Federico da Montefeltro). |
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BNF, Italien, 1588, 285 |
FRANCESCO SFORZA AD ALESSANDRO SFORZA, Milano 1459 dicembre 28 Ris. 17 e 21 XII. Approva quanto deciso insieme con Federico da Montefeltro [e gli amb. napoletano e sforzesco] in merito al blocco anti-Piccinino. Finanziamento delle genti d'arme sforzesche che sono a Città di Castello. L'amb. sforzesco Giorgio Annoni interverrà presso Ferrante in favore del Montefeltro, scontento del trattamento ricevuto (pagamento di 5.000 ducati tramite Giacomo Carestia). Non è opportuno, al momento, accusare presso il papa Sigismondo Malatesta per la rottura dei patti, con conseguente obbligo di pagare una penale, come suggeriscono Montefeltro e Cicinello, né pressarlo per la restituzione di Pietrarrubia e altre terre. Ipotesi sulla causa del mancato abboccamento di Alessandro con S. Malatesta e G. Piccinino. Ordine di lasciare ai napoletani il compito di sottrarre uomini d'arme a Piccinino. Lo sforzesco Facio Gallerani è inviato a risiedere presso S. Malatesta. Organizzazione delle poste. |
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BNF, Italien, 1588, 291 |
FERRANTE D'ARAGONA A F. SFORZA, Napoli 1460 febbraio 10 Denuncia la ribellione ingiustificata di molti baroni e città del regno, che nomina dettagliatamente. Auspica la vittoria contro di loro, specie se il duca riuscirà a ricondurre Piccinino al servizio del re. Da pubblicare in Dispacci sforzeschi, III. |
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BNF, Italien, 1588, 292 |
FERRANTE D'ARAGONA A F. SFORZA, Napoli 1460 febbraio 28 Invia ambasciatori a lui e agli altri membri della lega (Venezia, Firenze, pontefice) per sollecitare il soccorso ai sensi del patto di alleanza. |
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BNF, Italien, 1588, 294 |
FRANCESCO SFORZA A SIMONETTO, FRATE AGOSTINIANO Milano 1460 aprile 22 Giustifica il comportamento, non conforme a quanto da lui consigliato, tenuto da Ferrante (ancora troppo giovane) nei confronti di Venezia. Chiede di intervenire perché il governo veneziano si faccia garante di un accordo tra il re e il principe di Taranto. Chiede di sostenere la missione di Alberico [Maletta] a Venezia. Rinnova la sua professione di amicizia per Venezia. |
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BNF, Italien, 1588, 296 |
GIACOMO PICCININO A GUGLIELMO DI ESTOUTEVILLE, CARDINALE DI ROUEN, E ALAIN DI COETIVY, CARDINALE DI AVIGNONE, campo presso Loreto 1460 maggio 11 Riassume tutti i suoi successi militari degli ultimi mesi, facendosi beffe di Federico da Montefeltro, che pretendeva di annientarlo. Da pubblicare in Dispacci sforzeschi, III. |
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BNF , Italien, 1588, 299 |
ANTONIO DA TREZZO A F. SFORZA, campo presso Calvi 1460 maggio 31 Descrizione particolareggiata dell'attentato subito da Ferrante, in occasione di un abboccamento presso Teano con Marino Marzano, principe di Rossano, spalleggiato da Giacomo di Montàgano e Deifobo dell'Anguillara. Il re è riuscito a mettersi in salvo. Da pubblicare in Dispacci sforzeschi, III. |
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BNF, Italien, 1588, 308 |
FRANCESCO SFORZA AD ANTONIO GUIDOBONI, Milano 1460 luglio 12 Ordine di informarsi sull'ammontare effettivo del denaro ricevuto da Ferrante per il pignoramento a Venezia della sua corona, poiché il re gli ha chiesto di riscattarla per impegnarla di nuovo, a Milano, per una cifra maggiore. |
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BNF, Italien, 1588, 313 |
FERRANTE D'ARAGONA A BARTOLOMEO DE RIBERA, tesoriere, Napoli 1460 luglio 21 Informazione sui termini del pignoramento a Venezia della sua corona e ordine di riscattarla d'intesa con il duca Sforza per impegnarla nuovamente in Milano. |
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BNF, Italien, 1588, 314 |
ALESSANDRO SFORZA E FEDERICO DA MONTEFELTRO A F. SFORZA, campo presso S. Flaviano 1460 luglio 23 Scontro con Giacomo Piccinino il 22 VII (battaglia S. Flaviano) ed entità delle perdite subite. Da pubblicare in Dispacci sforzeschi, III |
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BNF, Italien, 1588, 328-330 |
CONTRATTO TRA SIMONOT DE BELLPRAT E GIULIANO GONDI, Milano 1460 settembre 30 Contratto, articolato in 13 capitoli, tra Simonot de Bellprat, della tesoreria napoletana, procuratore del duca di Milano, a sua volta procuratore di Ferrante, e Matteo Gondi, mercante fiorentino, per sé e per il fratello Giuliano: pignoramento della terza parte della corona del re in cambio di 11.000 ducati. |
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BNF, Italien, 1588, 332-333 |
FERRANTE D'ARAGONA A GARÇIA BETES, Napoli 1460 ottobre 8 Istruzione per la missione all'imperatore: informazioni sulla situazione politica nel regno di Napoli dopo la ribellione dei baroni e l'invasione angioina. Elogio di Francesco Sforza e di papa Pio II, il cui aiuto è stato indispensabile per la difesa del regno dal pericolo francese. Calda raccomandazione, da farsi in udienza privata, di Francesco Sforza perché gli sia concesso il titolo ducale. |
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BNF, Italien, 1588, 350 |
STIMA DEI GIOIELLI DELLA CORONA DI FERRANTE D'ARAGONA, Firenze 1460 dicembre 22 Descrizione e stima fatta da Giorgio di Niccolò, gioielliere veneziano, di tutti i gioielli montati sulla corona di Ferrante d'Aragona, per un totale di ducati 47.800. Da pubblicare in Dispacci sforzeschi, III. |